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Una dolcificazione buona, naturale, responsabile

Naturalia Ingredients è frutto di un progetto congiunto di ricerca e sviluppo per lo studio di un nuovo processo produttivo, brevettato a livello internazionale, per una dolcificazione naturale, buona e responsabile, che prevede l’estrazione degli zuccheri direttamente dall’uva. Un incontro esclusivo tra Natura e tecnologia, tradizione e futuro, passione e innovazione.

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Prodotti unici incontrano un mondo di applicazioni

Natura, tecnologia, Made in Italy. Naturalia è portavoce di una visione di nuova generazione capace di abbracciare il mercato in tanti ambiti diversi. La ricerca di Naturalia ha sviluppato un metodo per estrarre dalla frutta non solo la componente zuccherina totale ma anche quella delle singole componenti - fruttosio e destrosio - così da impiegare i due zuccheri anche separatamente o a diverse concentrazioni relative a seconda dell’esigenza specifica. Questa tecnologia consente a Naturalia di produrre zuccheri cristallini, sia in formato granulare che liquido, dall’incredibile potenzialità applicativa. Le molteplici proprietà degli zuccheri Naturalia offrono ai produttori industriali e artigianali di tanti settori diversi la possibilità di innovare e migliorare la propria offerta nel segno della naturalità.

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Un primato mondiale

La produzione di zuccheri d’uva in forma cristallina, caratterizzata da una maggiore purezza e conservabilità rispetto a quelli in forma liquida, è stata resa possibile nel 2009 grazie ad un processo innovativo brevettato a livello internazionale messo a punto presso Naturalia. La produzione industriale di questo innovativo prodotto è iniziata nel 2012 con il completamento del nuovo impianto industriale di Mazara del Vallo in provincia di Trapani. L’impianto di Mazara del Vallo è nel cuore della Provincia più densamente vitata del mondo, ovvero quella di Trapani: 60mila ettari che godono di condizioni pedoclimatiche uniche che consentono di raggiungere nell’uva elevate concentrazioni di aromi e di zuccheri.

Dopo aver applicato con successo il processo esclusivamente all’uva, oggi Naturalia è in grado di estendere la sua tecnologia ad altre tipologie di frutta, per diventare l’azienda di riferimento a livello globale nella produzione e distribuzione di succhi e zuccheri naturali estratti dalla frutta. La prima ed unica realtà al mondo ad estrarli in forma cristallina. Naturalia si fa così interprete della dolcificazione naturale e consapevole, in un percorso di innovazione e ricerca continua che vuole sperimentare le ultime frontiere del gusto e superare ogni orizzonte di mercato. Un approccio al futuro sempre attento alle esigenze dei clienti e dei consumatori, adottando scelte responsabili nel rispetto di uno sviluppo sostenibile.

Naturalia ingredients, il processo per produrre zuccheri d'uva in maniera cristallina

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Lo zuccheraggio e l’etichettatura dei vini in Europa

La produzione di vino è regolata da norme e modalità diverse nei vari Paesi dell’Unione, ciò non è reso però chiaro dalle etichette. 

Lo zuccheraggio del vino non è una pratica nuova, già sul finire del XVII secolo venne codificata e regolata in Francia, dove è infatti detta chaptalisation dal nome di colui che per primo la descrisse, J.-A. Chaptal.

L’operazione di arricchimento dei mosti viene effettuata sciogliendo dello zucchero raffinato (di barbabietola o di canna a seconda che si abbia cura di ottenere anche un certo miglioramento della struttura, oltre che del titolo alcolometrico) nel mosto. Il saccarosio è uno zucchero molecolarmente diverso dal fruttosio contenuto naturalmente nell’uva ma durante la fermentazione contribuisce in egual modo ad aumentare il tasso alcolico di un vino.

L’ Italia ha vietato lo zuccheraggio del vino tramite saccarosio con l’art.76 del D.P.R. n. 162 del 12 febbraio 1965 che considera questa operazione come una sofisticazione.

Chi lo fa dove è legale (nel Nord Europa come abbiamo visto) non ha l’obbligo di indicarlo in etichetta. Secondo alcuni esperti, dal punto di vista organolettico non cambia molto. Perciò, il consumatore, comprando un vino tedesco, olandese o belga avrà molte probabilità di bere un prodotto arricchito con saccarosio, ma non potrà saperlo leggendo le informazioni sulla bottiglia. In etichetta, infatti, non è indicato se il vino è stato ottenuto con aggiunta di saccarosio o con mosto d’uva concentrato (Mcr), procedimento più naturale e sensibilmente più costoso.

In cambio del divieto di zuccherare, ai viticoltori italiani venne concesso di usare mosti concentrati  a partire dal 1982, come spiegato nel documento PAC 2000, delle sovvenzioni europee. A differenza del saccarosio, il mostro concentrato è derivato direttamente dall’uva. Pertanto è superfluo indicarne l’uso in etichetta in quanto rientra nella definizione comunitaria di vino, approvata anche dall’Oiv (Organizzazione internazionale e della vite e del vino), che recita così: “Il vino è esclusivamente la bevanda risultante dalla fermentazione alcolica totale o parziale dell’uva fresca, pigiata o meno, o del mosto d’uva. Il suo titolo alcolometrico effettivo non può essere inferiore a 8,5% vol.”.

Nel 2007 è entrata in vigore la riforma dell’organizzazione del mercato del vino, risultato di un negoziato comunitario lungo e difficile. L’aiuto al mosto concentrato è stato mantenuto fino al 2012, anno in cui è stato abolito, a favore dei paesi del Nord Europa.

La distorsione della concorrenza sul mercato. A cambiare, come già accennato, sono principalmente i costi. Ma l’uso del saccarosio, lascia molte altre perplessità, anche nei riguardi del consumatore che dovrebbe sapere – in quanto da riportare in etichetta – che il vino che sta bevendo è stato ottenuto mediante arricchimento con zuccheri estranei all’uva. Uno dei paesi che fa maggior uso di zucchero per aumentare la gradazione dei vini è, ad esempio, la Germania dove nei vigneti c’è poco sole, dove la vendemmia avviene in tardo autunno o anche dopo, e l’uva spesso neppure è matura. Senza lo zuccheraggio, si otterrebbero vini da 7/8 gradi alcolici che, con una gradazione prossima a quella della birra, non avrebbero nemmeno le caratteristiche per entrare nei mercati.

La Coldiretti si è sempre battuta per l’eliminazione della pratica dello zuccheraggio consentita in alcuni stati della Ue. “Con l’eliminazione dell’aiuto ai mosti – afferma Domenico Bosco, responsabile settore vino Coldiretti – che era una misura di compensazione a favore di chi usa mosti concentrati e rettificati che costano di più, la situazione si è oltremodo aggravata in Europa. Infatti adesso non solo c’è una disparità di trattamento tra i produttori delle zone continentali che lo usano e quelli dell’area mediterranea che non lo possono usare, ma in sostanza si sancisce una diversa definizione di vino all’interno dell’Unione. Il vino infatti non in tutti i paesi è il prodotto ottenuto dalla sola fermentazione e trasformazione degli zuccheri contenuti nell’uva. Inoltre, e questa è la cosa più grave, non essendoci l’obbligo di indicazione in etichetta, il consumatore non sa cosa beve. Per non parlare poi di tutte le frodi e sofisticazioni che vengono praticate nel settore”.

 

Fonti: OIV; Repubblica.it

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