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Vitafood Europe 2017: Naturalia a Ginevra per la più importante fiera europea del settore nutraceutico

Naturalia Ingredients al VitaFood 2017 stand n. 133

Dal 9-11 maggio, Naturalia Ingredients sarà presente al Vitafoods Europe 2017, a Ginevra, evento di riferimento per il mercato nutraceutico e degli alimenti funzionali che ospita, a ogni edizione, oltre 18.500 visitatori e più di 1.000 espositori da tutta Europa.

Gli zuccheri Naturalia (crystalGRAPESUGAR, crystalFRUCTOGRAPE e crystalDEXTROGRAPE) sono ideali per quelle aziende nutraceutiche che vogliono innovare la propria offerta nel segno della naturalità. Diversi studi hanno confermato le loro eccellenti proprietà reologiche, un’elevata comprimibilità (sancita anche da un brevetto internazionale PCT/IB2014/060125) ed una estrema solubilità. Inoltre risultano essere degli agenti naturali aromatizzanti, dolcificanti e mascheranti (gusto amaro, estratti di erbe, ecc). Possono rappresentare anche un’alternativa naturale alle microplastiche per scrub e gommage, come emerso anche nel blog di Giusto Faravelli, in cui il crystalGRAPESUGAR “rappresenta oggi l’alternativa naturale alle microplastiche, salvaguardando l’ambiente e rendendo più bella la nostra pelle.”

Veniteci a trovare presso il nostro Stand n.133.

 

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Troppi “braccianti” nell’agroalimentare italiano? Qualcosa si muove

Ancora troppi occupati nella filiera “a monte”, ma il vento sta cambiando e si fa strada l’innovazione soprattutto fra le PMI. Prodotti sempre meno “commodity”, sempre più gioielli da esportare.

La filiera agroalimentare italiana, secondo una interessante ricerca del MIPAAF, presenta alcune anomalie rispetto alla media europea. Una, in particolare, colpisce e aiuta a capire quale sia la differenza in termini di processi industriali rispetto ai partner dell’Unione. Si tratta della percentuale di occupati impiegati nella cosiddetta “fase a monte”, ovvero nella produzione primaria che precede la raffinazione, la rielaborazione e la commercializzazione di prodotti agroalimentari.

La filiera agroalimentare in Italia.

Se paragonata con una media europea del 53,5%, in Italia quasi il 60% degli impiegati nel settore agroalimentare sono situati “a monte”, dunque nel segmento produttivo a minor valore aggiunto. Ancorché fondamentale, beninteso, perché è ovvio che senza materia prima non c’è prodotto lavorato, lo sbilanciamento italiano ha ragioni storiche ma non va preso come un dato acquisito e immutabile: le cose stanno cambiando e sempre più spesso gli imprenditori si stanno posizionando “a valle”, dunque investendo su processi produttivi finalizzati a tradurre la qualità, l’eccellenza della materia prima italiana in prodotti finiti innovativi e in grado di sfidare i mercati internazionali.

La strada è ancora lunga se pensiamo ai principali competitor europei: in Francia la quota di lavoratori “a monte” sul totale dell’occupazione nella filiera agroalimentare è del 30%, in Germania solo del 16%. In buona sostanza, la stragrande maggioranza degli occupati nelle due principali economie europee è situata nei segmenti a maggior produttività, nella trasformazione e lavorazione di prodotto, nel marketing e nella comunicazione alimentare.

Il fatto che l’Italia, fra le grandi economie continentali, rappresenti un’anomalia così rilevante è causa anche della storica struttura produttiva nostrana. La dimensione media delle imprese agricole non è sempre, però, un freno all’innovazione e all’internazionalizzazione. Sono infatti molti i casi di iniziative imprenditoriali che stanno ribaltando schemi acquisiti slanciandosi con successo anche sui mercati esteri. Soprattutto le imprese di medie dimensioni, quelle che spesso costituiscono i veri gioielli del cosiddetto “quarto capitalismo”, hanno accolto la sfida dell’innovazione mutando radicalmente l’approccio alla produzione e commercializzazione di prodotti che un tempo erano considerati alla stregua di “commodities”: caso emblematico quello dell’aceto balsamico di Modena, oggi disponibile sugli scaffali dei supermercati in moltissime combinazioni posizionate su diversi segmenti di mercato. 

La filiera agroalimentare nel mondo biologico

A queste dinamiche innovative non sfugge il mondo del biologico, ed è in questa prospettiva particolarmente interessante che anche le istituzioni si siano fatte carico di dare un quadro normativo omogeneo a un settore sempre più redditizio in termini di fatturato (3 miliardi l’anno secondo le ultime stime) e che attrae fette di consumatori sempre più consistenti: parliamo del Testo Unico dell’agricoltura biologica, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati.

In questo contesto si inserisce a pieno titolo il progetto di Gruppo Maccaferri che con Naturalia Ingredients ha dato vita ad un progetto di sviluppo industriale con l’obiettivo di valorizzare filiere agricole nel campo della dolcificazione naturale all’interno di un progetto di sviluppo economico della Regione Sicilia.

Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci!

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Prosegue l’iter parlamentare del Testo Unico sul Biologico

La Commissione Agricoltura attende ora i pareri delle altre commissioni competenti prima di proseguire l’iter legislativo che, auspicabilmente, porterà all’approvazione e attuazione di una normativa attesa da tempo.

Il mondo del Bio

Tre miliardi di euro l’anno. E’ il valore del mercato bio in Italia stando alle ultime stime. Ma è anche un numero che, di per sé, non la dice tutta sull’impressionante sviluppo del settore, che ha saputo superare le sfide imposte dalla crisi economica mostrando invece una vitalità fuori dal comune con tassi di crescita annuali a doppia cifra. E il biologico si sta facendo strada nella società italiana a tal punto che si è iniziata ad avvertire la necessità di mettere ordine, con un intervento legislativo, nel mondo del bio, onde garantire ai consumatori standard certi e condivisi.

Il Testo Unico sull’agricoltura biologica

Il Testo unico sull’agricoltura biologica è stato preso in carico dalla Commissione Agricoltura della Camera ed attende ora i pareri di diverse Commissioni prima di continuare l’iter parlamentare. Aspetto particolarmente importante del testo è la disciplina che si intende introdurre anche per quanto riguarda la ristorazione collettiva, in particolare quella scolastica.

Le mense delle scuole sono infatti un centro nevralgico dell’educazione alimentare dei nostri bambini. E’ qui che si forma gran parte della consapevolezza e della cultura alimentare che così tanto peso esercita sulla salute e sullo sviluppo di giovani e giovanissimi.

Il biologico nelle scuole

Oggi, sempre più spesso le gare predisposte per la fornitura di servizi di ristorazione scolastica prevedono standard qualitativi elevati, ad esempio che frutta e verdura siano di provenienza strettamente biologica e come tale certificata.

E’ quindi da accogliere con positività l’avanzamento di una proposta legislativa che ponga le basi per una coerente e omogenea interpretazione del termine “biologico”, giacché ancora oggi troppe sono le incertezze e i dubbi che i consumatori possono nutrire quando scelgono di optare per scelte alimentari che non sono solamente dettate da convinzioni di stampo nutrizionista, ma anche da fattori estetici e culturali.

Naturalia Ingredients ritiene di poter giocare un ruolo importante nella produzione e distribuzione di prodotti portatori di quei valori della tradizione italiana che vanno a braccetto con le peculiarità delle nuove tendenze bio. Gli zuccheri Naturalia oltre ad essere estratti naturalmente dalla frutta possiedono tutte le principali certificazioni biologiche internazionali, testimonianza della mission di cui l’Azienda si rende portavoce.

Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci!

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Il turismo sostenibile a tutela delle eccellenze italiane

Il terzo settore apre alla sostenibilità: soddisfare i bisogni dei turisti rispettando le caratteristiche del territorio e lasciando intatte le opportunità per il futuro.

Il turismo, alcuni dati sul settore

Il turismo è senza dubbio una delle attività economiche di maggior rilievo nel nostro Continente. A dimostrazione di questo basti pensare che l’Europa rimane la prima destinazione turistica al Mondo e che le persone impiegate in questo settore sono circa 17 milioni. Inoltre, negli ultimi anni, il terzo settore ha garantito una forte spinta economica che ha contribuito alla ripresa di un sistema economico in ginocchio, fornendo un contributo all’economia comunitaria che si attesta intorno al 10% del PIL complessivo (356 miliardi di euro di ricavi annui).

Il turismo sostenibile

All’interno di questo settore non mancano comunque forti elementi di novità e cambiamento. In particolare, la sempre maggiore attenzione che le persone riservano alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela degli elementi che caratterizzano una società, ha portato le Istituzioni a promuovere nuove forme di turismo che limitino l’impatto negativo delle attività umane (perdita delle tradizioni delle comunità indigene, abbandono dei mestieri tradizionali, contaminazione degli usi che regolano i comportamenti all’interno della comunità).

La vera sfida che oggi il turismo è chiamato a fronteggiare si identifica, quindi, con la capacità di rivedere le modalità di attuazione e con il tentativo di implementare un modello di sviluppo sostenibile che tenga conto delle risorse idriche, del ciclo dei rifiuti, dell’efficienza energetica, dei trasporti e di tecnologie sempre più eco-building.

La naturale conseguenza di queste considerazioni è la nascita di un nuovo modello di turismo che sia in grado di soddisfare i bisogni dei turisti e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo di proteggere e migliorare le opportunità per il futuro. Un turismo che si possa definire sostenibile, capace, cioè, di far leva su attività  che si sviluppino in modo tale da mantenersi vitali in un’area per un tempo illimitato, non alterando l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolando o inibendo lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche.

L’attenzione verso questo tema sta sempre più crescendo tanto che la stessa Unione Europea ha previsto, attraverso importanti programmi europei (es: Life), lo stanziamento di fondi considerevoli rivolti ad attori sia pubblici che privati che abbiano l’ambizione di giocare un ruolo importante in questo settore.

Il turismo sostenibile enogastronomico

Se da un lato il concetto di turismo sostenibile si associa a quello di “esperienza lenta” attraverso la quale il turista in bici, a piedi o a cavallo, riesce ad avere più tempo per scoprire il territorio, conoscere la gente del luogo ed esplorare luoghi secondari, dall’altro ben si sposa anche alla valorizzazione dei prodotti enogastronomici: in questo modo si aiuta la preservazione delle tradizioni e delle colture locali, attraendo il turista non solo con le bellezze che la propria regione ha da offrire, ma anche con specialità culinarie uniche.

L’Italia in questo senso può valorizzare al meglio due delle sue caratteristiche principali: il territorio, ricco di fascino, variegato e dal clima gradevole, e il vino, bandiera dell’eccellenza italiana nel mondo e grande attrattiva per turisti stranieri e non.

Naturalia Ingredients, dal canto suo, da sempre difende e promuove l’italianità di un prodotto che ha una forte caratterizzazione locale. Per questa ragione non può che apprezzare e sostenere la diffusione di questo fenomeno.

Per maggiori informazioni, non esitate a contattarci.

 

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