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La nuova agricoltura: una “magia lenta” tra innovazione e tradizione

Il settore agricolo oggi

Il settore agricolo è in ascesa soprattutto fra i giovani. Sono tanti i ragazzi al di sotto dei quarant’anni che hanno deciso di tornare a sporcarsi le mani di terra, dando vita ad un nuovo modo di interpretare l’agricoltura. Questa rivoluzione è stata accompagnata sia da un rinnovato interesse delle politiche agricole ai vari livelli, Comunitario, Nazionale e Regionale (ne è un esempio la nuova PAC 2014-2020 fra i cui capisaldi è previsto un aiuto particolare ai giovani agricoltori e un’attenzione specifica alla sostenibilità ambientale tramite il pagamento ecologico, il cosiddetto “greening”), ma anche da un salto di qualità di ordine tecnologico che sembra quasi miracoloso.

Passato e presente si incontrano

Dalla tradizione di famiglia, quella tramandata di generazione in generazione, molto si è potuto imparare; se poi queste tradizioni sono state unite al progresso tecnologico, allo studio specifico, ma soprattutto alla voglia di emergere e far conoscere il frutto del proprio lavoro, il successo nel settore agricolo non poteva di certo venir meno. Dalle menti creative di questi giovani sono nati progetti efficienti ed efficaci che hanno visto premiato il lavoro, la qualità e il Made in Italy.
Appropriati investimenti in ricerca e sviluppo hanno avuto un impatto diretto sulla produttività. Nel caso delle innovazioni agricole, il loro avvento si è combinato con altri fattori che ne hanno favorito adozione e diffusione, quali:
- la crescente scolarizzazione e formazione dei lavoratori agricoli (education); 
- l’insieme di servizi ed istituzioni finalizzate ad informare gli agricoltori circa l’esistenza di nuove soluzioni tecnologiche;
- la loro appropriata applicazione (extension).
Questa impostazione ha dettato per decenni l’agenda della politica della conoscenza in agricoltura. Non solo una politica fortemente centrata sulla ricerca, ma anche orientata alla soluzione dei problemi maggiori emergenti in questo tipo di configurazione.

Agricoltura tradizionalmente innovative

Queste soluzioni tecnologiche, oggi disponibili, hanno consentito all’agricoltura di aprirsi alle nuove funzioni (dall’agriturismo, alla produzione di energia, alla vendita diretta), cioè di orientarsi verso le sfide tipiche della sostenibilità e della multifunzionalità. Naturalia Ingredients può considerarsi una delle aziende protagoniste nell’applicazione di processi innovativi e tecnologicamente avanzati nella dimensione agricola. Attraverso un processo produttivo brevettato a livello internazionale, Naturalia si è affermata nel contesto italiano ed estero per la produzione di zuccheri dalla frutta in forma cristallina dall’incredibile potenzialità applicativa.

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Innovazione, snellimento burocratico, efficacia nei controlli: le misure adottate a tutela di uno dei principali settori di produzione in Italia, il vino.

Il Vinitaly 2017: un bilancio sull’evento

La 51ma edizione del Vinitaly si è appena conclusa ed uno degli aspetti principali dell’evento è stata la dimensione internazionale che esso ha assunto rispetto al 2016, registrando un +8% con 128 mila presenze da 142 nazioni.

Questo non è stato l’unico elemento: il Vinitaly 2017 ha rappresentato anche l’occasione di incontro tra dimensione europea ed italiana sul piano della regolamentazione del settore vitivinicolo ed agricolo. Verona è stata infatti per quattro giorni la capitale della nuova politica agricola comune 2014-2020, con la presenza del commissario europeo per l’agricoltura Phil Hogan, e, al tempo stesso, il trampolino di lancio del Testo Unico del Vino approvato a Novembre 2016 e divenuto legge nel gennaio 2017.

Il Testo Unico del vino

Con l'approvazione alla Commissione Agricoltura della Camera il provvedimento, che racchiude in soli 90 articoli tutta la disciplina di riferimento per la produzione e la commercializzazione del vino, dopo due anni di lavoro è divenuto finalmente realtà. “Ai produttori è stata fornita una sola legge di riferimento con 90 articoli che riassume tutta la normativa precedente. Col Testo unico possiamo contribuire a rafforzare la crescita di un settore che già oggi vale più di 14 miliardi di euro e con un export che supera i 5,5 miliardi". Così ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. 

 Le novità introdotte dal Testo Unico del vino

Più certezza del diritto, meno contenziosi e un migliore sistema di controlli per la tutela di un settore chiave per l'agroalimentare italiano; una tutela dei vigneti storici al fine di promuovere interventi di ripristino recupero e salvaguardia di quei vigneti che insistono su aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico; spazio all’innovazione introducendo in etichetta sistemi di informazione al consumatore funzionali ad aumentare la trasparenza del prodotto; maggiore tutela del prodotto contro la contraffazione - tutti i controlli sulle imprese vitivinicole confluiranno nel Registro unico dei controlli (Ruci).


Naturalia Ingredients svolge un ruolo chiave nel campo vitivinicolo grazie ad un’importante innovazione di cui è produttrice, ovvero il primo mosto d’uva rettificato solido: crystalMUSTGRAPE presente anche all’ultima edizione del Vinitaly 2017.

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Vitafood Europe 2017: Naturalia a Ginevra per la più importante fiera europea del settore nutraceutico

Naturalia Ingredients al VitaFood 2017 stand n. 133

Dal 9-11 maggio, Naturalia Ingredients sarà presente al Vitafoods Europe 2017, a Ginevra, evento di riferimento per il mercato nutraceutico e degli alimenti funzionali che ospita, a ogni edizione, oltre 18.500 visitatori e più di 1.000 espositori da tutta Europa.

Gli zuccheri Naturalia (crystalGRAPESUGAR, crystalFRUCTOGRAPE e crystalDEXTROGRAPE) sono ideali per quelle aziende nutraceutiche che vogliono innovare la propria offerta nel segno della naturalità. Diversi studi hanno confermato le loro eccellenti proprietà reologiche, un’elevata comprimibilità (sancita anche da un brevetto internazionale PCT/IB2014/060125) ed una estrema solubilità. Inoltre risultano essere degli agenti naturali aromatizzanti, dolcificanti e mascheranti (gusto amaro, estratti di erbe, ecc). Possono rappresentare anche un’alternativa naturale alle microplastiche per scrub e gommage, come emerso anche nel blog di Giusto Faravelli, in cui il crystalGRAPESUGAR “rappresenta oggi l’alternativa naturale alle microplastiche, salvaguardando l’ambiente e rendendo più bella la nostra pelle.”

Veniteci a trovare presso il nostro Stand n.133.

 

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Troppi “braccianti” nell’agroalimentare italiano? Qualcosa si muove

Ancora troppi occupati nella filiera “a monte”, ma il vento sta cambiando e si fa strada l’innovazione soprattutto fra le PMI. Prodotti sempre meno “commodity”, sempre più gioielli da esportare.

La filiera agroalimentare italiana, secondo una interessante ricerca del MIPAAF, presenta alcune anomalie rispetto alla media europea. Una, in particolare, colpisce e aiuta a capire quale sia la differenza in termini di processi industriali rispetto ai partner dell’Unione. Si tratta della percentuale di occupati impiegati nella cosiddetta “fase a monte”, ovvero nella produzione primaria che precede la raffinazione, la rielaborazione e la commercializzazione di prodotti agroalimentari.

La filiera agroalimentare in Italia.

Se paragonata con una media europea del 53,5%, in Italia quasi il 60% degli impiegati nel settore agroalimentare sono situati “a monte”, dunque nel segmento produttivo a minor valore aggiunto. Ancorché fondamentale, beninteso, perché è ovvio che senza materia prima non c’è prodotto lavorato, lo sbilanciamento italiano ha ragioni storiche ma non va preso come un dato acquisito e immutabile: le cose stanno cambiando e sempre più spesso gli imprenditori si stanno posizionando “a valle”, dunque investendo su processi produttivi finalizzati a tradurre la qualità, l’eccellenza della materia prima italiana in prodotti finiti innovativi e in grado di sfidare i mercati internazionali.

La strada è ancora lunga se pensiamo ai principali competitor europei: in Francia la quota di lavoratori “a monte” sul totale dell’occupazione nella filiera agroalimentare è del 30%, in Germania solo del 16%. In buona sostanza, la stragrande maggioranza degli occupati nelle due principali economie europee è situata nei segmenti a maggior produttività, nella trasformazione e lavorazione di prodotto, nel marketing e nella comunicazione alimentare.

Il fatto che l’Italia, fra le grandi economie continentali, rappresenti un’anomalia così rilevante è causa anche della storica struttura produttiva nostrana. La dimensione media delle imprese agricole non è sempre, però, un freno all’innovazione e all’internazionalizzazione. Sono infatti molti i casi di iniziative imprenditoriali che stanno ribaltando schemi acquisiti slanciandosi con successo anche sui mercati esteri. Soprattutto le imprese di medie dimensioni, quelle che spesso costituiscono i veri gioielli del cosiddetto “quarto capitalismo”, hanno accolto la sfida dell’innovazione mutando radicalmente l’approccio alla produzione e commercializzazione di prodotti che un tempo erano considerati alla stregua di “commodities”: caso emblematico quello dell’aceto balsamico di Modena, oggi disponibile sugli scaffali dei supermercati in moltissime combinazioni posizionate su diversi segmenti di mercato. 

La filiera agroalimentare nel mondo biologico

A queste dinamiche innovative non sfugge il mondo del biologico, ed è in questa prospettiva particolarmente interessante che anche le istituzioni si siano fatte carico di dare un quadro normativo omogeneo a un settore sempre più redditizio in termini di fatturato (3 miliardi l’anno secondo le ultime stime) e che attrae fette di consumatori sempre più consistenti: parliamo del Testo Unico dell’agricoltura biologica, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati.

In questo contesto si inserisce a pieno titolo il progetto di Gruppo Maccaferri che con Naturalia Ingredients ha dato vita ad un progetto di sviluppo industriale con l’obiettivo di valorizzare filiere agricole nel campo della dolcificazione naturale all’interno di un progetto di sviluppo economico della Regione Sicilia.

Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci!

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Prosegue l’iter parlamentare del Testo Unico sul Biologico

La Commissione Agricoltura attende ora i pareri delle altre commissioni competenti prima di proseguire l’iter legislativo che, auspicabilmente, porterà all’approvazione e attuazione di una normativa attesa da tempo.

Il mondo del Bio

Tre miliardi di euro l’anno. E’ il valore del mercato bio in Italia stando alle ultime stime. Ma è anche un numero che, di per sé, non la dice tutta sull’impressionante sviluppo del settore, che ha saputo superare le sfide imposte dalla crisi economica mostrando invece una vitalità fuori dal comune con tassi di crescita annuali a doppia cifra. E il biologico si sta facendo strada nella società italiana a tal punto che si è iniziata ad avvertire la necessità di mettere ordine, con un intervento legislativo, nel mondo del bio, onde garantire ai consumatori standard certi e condivisi.

Il Testo Unico sull’agricoltura biologica

Il Testo unico sull’agricoltura biologica è stato preso in carico dalla Commissione Agricoltura della Camera ed attende ora i pareri di diverse Commissioni prima di continuare l’iter parlamentare. Aspetto particolarmente importante del testo è la disciplina che si intende introdurre anche per quanto riguarda la ristorazione collettiva, in particolare quella scolastica.

Le mense delle scuole sono infatti un centro nevralgico dell’educazione alimentare dei nostri bambini. E’ qui che si forma gran parte della consapevolezza e della cultura alimentare che così tanto peso esercita sulla salute e sullo sviluppo di giovani e giovanissimi.

Il biologico nelle scuole

Oggi, sempre più spesso le gare predisposte per la fornitura di servizi di ristorazione scolastica prevedono standard qualitativi elevati, ad esempio che frutta e verdura siano di provenienza strettamente biologica e come tale certificata.

E’ quindi da accogliere con positività l’avanzamento di una proposta legislativa che ponga le basi per una coerente e omogenea interpretazione del termine “biologico”, giacché ancora oggi troppe sono le incertezze e i dubbi che i consumatori possono nutrire quando scelgono di optare per scelte alimentari che non sono solamente dettate da convinzioni di stampo nutrizionista, ma anche da fattori estetici e culturali.

Naturalia Ingredients ritiene di poter giocare un ruolo importante nella produzione e distribuzione di prodotti portatori di quei valori della tradizione italiana che vanno a braccetto con le peculiarità delle nuove tendenze bio. Gli zuccheri Naturalia oltre ad essere estratti naturalmente dalla frutta possiedono tutte le principali certificazioni biologiche internazionali, testimonianza della mission di cui l’Azienda si rende portavoce.

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Il turismo sostenibile a tutela delle eccellenze italiane

Il terzo settore apre alla sostenibilità: soddisfare i bisogni dei turisti rispettando le caratteristiche del territorio e lasciando intatte le opportunità per il futuro.

Il turismo, alcuni dati sul settore

Il turismo è senza dubbio una delle attività economiche di maggior rilievo nel nostro Continente. A dimostrazione di questo basti pensare che l’Europa rimane la prima destinazione turistica al Mondo e che le persone impiegate in questo settore sono circa 17 milioni. Inoltre, negli ultimi anni, il terzo settore ha garantito una forte spinta economica che ha contribuito alla ripresa di un sistema economico in ginocchio, fornendo un contributo all’economia comunitaria che si attesta intorno al 10% del PIL complessivo (356 miliardi di euro di ricavi annui).

Il turismo sostenibile

All’interno di questo settore non mancano comunque forti elementi di novità e cambiamento. In particolare, la sempre maggiore attenzione che le persone riservano alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela degli elementi che caratterizzano una società, ha portato le Istituzioni a promuovere nuove forme di turismo che limitino l’impatto negativo delle attività umane (perdita delle tradizioni delle comunità indigene, abbandono dei mestieri tradizionali, contaminazione degli usi che regolano i comportamenti all’interno della comunità).

La vera sfida che oggi il turismo è chiamato a fronteggiare si identifica, quindi, con la capacità di rivedere le modalità di attuazione e con il tentativo di implementare un modello di sviluppo sostenibile che tenga conto delle risorse idriche, del ciclo dei rifiuti, dell’efficienza energetica, dei trasporti e di tecnologie sempre più eco-building.

La naturale conseguenza di queste considerazioni è la nascita di un nuovo modello di turismo che sia in grado di soddisfare i bisogni dei turisti e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo di proteggere e migliorare le opportunità per il futuro. Un turismo che si possa definire sostenibile, capace, cioè, di far leva su attività  che si sviluppino in modo tale da mantenersi vitali in un’area per un tempo illimitato, non alterando l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolando o inibendo lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche.

L’attenzione verso questo tema sta sempre più crescendo tanto che la stessa Unione Europea ha previsto, attraverso importanti programmi europei (es: Life), lo stanziamento di fondi considerevoli rivolti ad attori sia pubblici che privati che abbiano l’ambizione di giocare un ruolo importante in questo settore.

Il turismo sostenibile enogastronomico

Se da un lato il concetto di turismo sostenibile si associa a quello di “esperienza lenta” attraverso la quale il turista in bici, a piedi o a cavallo, riesce ad avere più tempo per scoprire il territorio, conoscere la gente del luogo ed esplorare luoghi secondari, dall’altro ben si sposa anche alla valorizzazione dei prodotti enogastronomici: in questo modo si aiuta la preservazione delle tradizioni e delle colture locali, attraendo il turista non solo con le bellezze che la propria regione ha da offrire, ma anche con specialità culinarie uniche.

L’Italia in questo senso può valorizzare al meglio due delle sue caratteristiche principali: il territorio, ricco di fascino, variegato e dal clima gradevole, e il vino, bandiera dell’eccellenza italiana nel mondo e grande attrattiva per turisti stranieri e non.

Naturalia Ingredients, dal canto suo, da sempre difende e promuove l’italianità di un prodotto che ha una forte caratterizzazione locale. Per questa ragione non può che apprezzare e sostenere la diffusione di questo fenomeno.

Per maggiori informazioni, non esitate a contattarci.

 

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Tra innovazione digitale e internazionalizzazione: vienici a scoprire a Vinitaly 2017

Vinitaly 2017: internazionalizzazione nel mondo del vino ed incontro tra realtà enologica e digital trasformation.

Naturalia Ingredients sarà presente al Vinitaly 2017

Dal 9 al 12 aprile, Naturalia Ingredients sarà presente alla 51esima edizione di Vinitaly, prima fiera del vino al mondo per superficie espositiva e numero di operatori esteri nonché una delle più importanti rassegne internazionali sul mondo dei vini e dei distillati. Veniteci a trovare presso lo Stand n. 2 Padiglione 2 Sicilia

I temi della più grande manifestazione al mondo sui vini

L’evento rappresenta l’occasione di incontrare le Aziende che più si adoperano in questo settore, condividere know-how e confrontarsi sulle innovazioni tecnologiche che nel 2017 avranno maggiore impatto in questo settore. Come spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, “questa edizione di Vinitaly inaugura un progetto pilota di digital transformation che coinvolgerà alcune migliaia di buyer esteri, durante il quale saranno sperimentate soluzioni 4.0”.

Non a caso, per sottolineare l’importanza di questo approccio, è da segnalare l’impegno dell’Associazione Assoenologi che in linea con la propria mission quella di provvedere ai bisogni concreti dei propri associati, aggiornandosi ed evolvendosi costantemente, ha dato vita ad Assoenologi Giovani: un organo consultivo autonomo, costituito da “giovani colleghi  in grado di fornire un contributo diverso, genuino, nuovo, non ideologico né condizionato da interessi del momento, sfruttando i nuovi mezzi social attraverso i quali far conoscere la figura ed il ruolo dell’enologo ad una platea diversa, eterogenea, specie nelle scuole e nelle università”. Queste le parole del Presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, nell’Editoriale di Marzo de “L’Enologo”.

L’internazionalizzazione nel mondo del vino

Quest’anno, inoltre, tema centrale dell’evento sarà quello dell’internazionalizzazione. I buyer esteri registrati a Vinitaly sono oltre duemila e provengono da quei Paesi che giocheranno un ruolo sempre più centrale nel futuro del mondo vitivinicolo. A causa anche dei cambiamenti climatici, infatti, Paesi come Cina, Canada, Brasile e Taiwan sono candidati a rappresentare nuove ed importanti frontiere in questo settore, come già testimoniato in un precedente articoloNon potranno inoltre mancare focus approfonditi sul tema del biologico: dagli ultimi sviluppi sulle nuove tecniche di coltivazione, passando per le sfide e le opportunità che questo tema può offrire alle aziende produttrici. Ampio spazio, inoltre, sarà dedicato a sessioni di tasting che offriranno la possibilità di scoprire e assaporare i prodotti oltre che di entrare in contatto con le novità di un mondo in continuo movimento sempre orientato alla ricerca della perfezione.

Naturalia Ingredients sarà presente a Vinitaly 2017 con un’importante innovazione nel campo vitivinicolo, ovvero il primo mosto d’uva rettificato solido: Crystal MUSTGRAPE. Venite a scoprirne i vantaggi e le sue numerose applicazioni.

 

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Il bio costa troppo? Non è più così e vi spieghiamo perché

La domanda di cibo biologico sta crescendo rapidamente e lo sviluppo del mercato rende il mondo bio sempre più appetibile. Il luogo comune che il biologico sia troppo caro per la famiglia media è sempre meno attuale.

I dati delle vendite al dettaglio testimoniano un cambiamento radicale nelle abitudini dei consumatori. Soil Association, organizzazione attiva nella ricerca e certificazione nel mondo del bio, rivela che la crescita negli ultimi 4 anni non è mai stata interrotta nonostante i venti di crisi. Anzi, questi ultimi hanno portato una variazione nelle abitudini di acquisto e consumo.

Si tratta di un trend rilevante non solo per le vendite retail: anche il settore dei servizi si sta riposizionando strategicamente per offrire al consumatore la possibilità di acquistare e consumare prodotti biologici attraverso iniziative che, fino a pochissimo tempo fa, non contemplavano l’offerta di alimenti altamente selezionati. Ad esempio molti servizi di consegna a domicilio di prodotti bio stanno nascendo e riescono ad inserirsi in nuove nicchie di mercato. 

In Italia, ad esempio, la tradizionale consegna di pasti confezionati a domicilio era tendenzialmente sinonimo di bassa qualità. Ora, soprattutto nelle grandi città, startup di alto livello permettono di ordinare da casa cibi pronti di alta qualità, prodotti con ingredienti biologici, a prezzi competitivi. Il biologico, tradizionalmente, veniva considerato ad appannaggio dei redditi alti: frutta e verdura sono stati i primi generi alimentari ad essere commercializzati con l’etichettatura bio, ma spesso il prezzo rappresentava un ostacolo per l’utente medio.

Oggi non è più così ed è proprio grazie ai meccanismi di mercato che il prezzo medio del paniere biologico sta diventando sempre più appetibile, poiché la concorrenza fra i molti operatori attivi nel settore riduce i prezzi al consumo accrescendo la popolarità e la domanda di biologico. Il paniere bio si sta inoltre evolvendo e abbraccia non solo più prodotti vegetali ma sempre più spesso carni, formaggi e pesce. Proprio quei generi alimentari che già al di fuori del bio sono mediamente più costosi (e hanno visto le vendite ridursi negli anni della crisi) oggi sempre più spesso popolano i frigoriferi di consumatori fidelizzati e determinati a cambiare radicalmente non solo la propria alimentazione, ma anche il proprio stile di vita. 

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Ecco perché i nuovi Re del vino potrebbero spostarsi sempre più a Nord

Il surriscaldamento climatico comporta cambiamenti sostanziali nei metodi e nei tempi di coltivazione e raccolta dell’uva. Con conseguenze non immediatamente percepibili ma di impatto potenzialmente epocale per l’industria vitivinicola europea.

Che i cambiamenti climatici giochino un ruolo decisivo nelle nostre vite è ormai un dato di fatto. Al di là delle ideologie, nella microeconomia quotidiana di chi produce, il clima è fattore sempre più determinante. Non fa eccezione il settore vitivinicolo, anche se le conseguenze su di esso del climate change non sono ancora chiarissime.

In Francia, ad esempio, i climatologi hanno constatato che l’innalzamento medio delle temperature è ormai stabile da oltre quindici anni, fatto che sta già impattando localmente con conseguenze a volte positive, a volte negative.

Il fenomeno del surriscaldamento globale non va trascurato. Non solo perché mette a rischio la produzione di vini in regioni storicamente legate al settore, ma perché può anche portare alla ribalta aree geografiche storicamente sfavorite dal punto di vista climatico: ribilanciando ciò che in economia viene chiamato vantaggio comparato in favore di regioni sino ad ora fuori dalla catena internazionale di produzione del valore. 

Sembra difficile immaginare un futuro in cui paesi come Francia, Italia, Spagna e California non siano più Re del vino. Eppure è proprio quello che potrebbe accadere: estati sempre più calde e lunghe hanno avuto effetti talora positivi sulla produzione europea ma nel lungo periodo un caldo eccessivo, inverni troppo brevi ed estati troppo lunghe possono comportare seri rischi per la coltivazione dei vitigni, spingendo la produzione più a nord, in cerca di nuovi climi temperati.

Le conseguenze? Del surriscaldamento potrebbero beneficiare paesi come il Canada o la Cina, avvantaggiati da una nuova configurazione climatica rispetto ai detentori della storia e della tradizione vinicola. In questa prospettiva gli investimenti in ricerca e sviluppo saranno fondamentali per individuare soluzioni tecnologiche e metodologie innovative atte a salvaguardare un primato tutto nostrano.

Per maggiori informazioni sui nostri prodotti legati alla dimensione vitivinicola, non esitare a contattarci.

 

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Sostenibilità e natura incontrano il mondo della cosmesi

Il settore della cosmesi ricerca sempre più spesso soluzioni naturali per far fronte alla domanda crescente dei consumatori. Naturalia Ingredients fornisce una risposta per la salvaguardia dell’ambiente e la ricerca di prodotti di bellezza di qualità.

Come di recente riportato dal Sole24Ore, secondo le stime di Cosmetica Italia, oggi oltre il 60% degli italiani ritiene la sostenibilità un tema da tenere in considerazione nei comportamenti quotidiani e nelle scelte di acquisto.

Questa consapevolezza, nel 2016, appare indirizzare le decisioni dei consumatori anche nel settore beauty: la domanda di prodotti organici e naturali è aumentata esponenzialmente negli ultimi due anni e, di conseguenza, i brand che occupano il settore sono costretti a rispondere a questa esigenza con prodotti più responsabili che rispettino gli standard e le certificazioni internazionali.

Il mercato UK è sicuramente da considerarsi come apripista di questo trend che appare, in ogni caso, in crescita in tutto il mondo occidentale. Nel 2016 infatti il market share dei prodotti cosmetici organici e naturali ha superato il 5% in USA, Canada, Germania, Svizzera e Austria con una proiezione che si avvicina al 10% nel 2017 indicando come un prodotto cosmetico su 10 avrà origine organica.

In un mercato che ammonta a più di 70 miliardi di euro in Europa, è evidente che questi numeri devono essere tenuti in considerazione comprendendo, così, come l’industria sia sempre più orientata verso prodotti che contengono ingredienti naturali, biodegradabili, meno tossici e con minore impatto sull’ambiente.

Naturalia Ingredients, consapevole dell’importanza del fenomeno appena descritto, prevede per i propri prodotti applicazioni anche nel campo della cosmetica. I prodotti derivati dall’uva sono, infatti, capaci di prevenire e combattere gli inestetismi della pelle, sono perfetti antiage e rendono la pelle vellutata, rassodata e luminosa. Recentemente inoltre il resveratrolo, contenuto negli zuccheri d’uva, è stato studiato per la sua attività antimacchia, soprattutto nei confronti delle macchie cutanee senili. Come riportato nel blog di Giusto Faravelli, infatti, “l’azione fisica dei cristalli di zucchero d’uva garantisce un’esfoliazione naturale delicata, antiossidante, che aiuta a ritrovare una pelle più bella e pulita, naturalmente rinnovata”.

Attenzione nei confronti dell’ambiente e salvaguardia della bellezza del corpo: Naturalia Ingredients con crystalFRUCTOGRAPE rappresenta oggi l’alternativa naturale alle microplastiche, salvaguardando l’ambiente e rendendo più bella la nostra pelle.

Per maggiori informazioni non esitare a contattarci.

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